A zig-zag tra le vette del Corno Grande

Mentre la celebre traversata delle tre vette presenta problemi di orientamento e richiede di scalare legati in cordata in alcuni tratti, questa che segue è una versione che, pur attraversando +/- gli stessi ambienti, non presenta problemi di orientamento (ci sono sempre i segni di vernice) e non richiede di scalare legati in cordata (ma occorre essere a proprio agio sul II grado e sapere scendere in corda doppia).

Da Campo Imperatore (2130m) al Sassone (2570m, 1h ½), quindi prendere la ferrata per il Bafile, passare sotto la parete E della Vetta occidentale, salire (passaggi di II nella parte finale) alla Forchetta del Calderone (2790m, 3h, freccia rossa nella foto).

Dalla Forchetta del Calderone scendere (delicato) nel canalino per 10 metri, poi risalire a dx su un grande terrazzo inclinato (pericoloso in caso di pioggia/ghiaccio, stella blu), percorrerlo interamente fino a raggiungere (spit con anello di calata, memorizzare bene dove si trova, cerchio rosso) il grande intaglio obliquo (si tratta della via Gualerzi) che conduce con cinquanta metri di II grado continuo (durante la salita prendere nota dello spit a sinistra e della sosta a destra) alla Forchetta Gualerzi (2840m, 4h, freccia nera).

(Fabio d’Angelo “abbraccia” il tratto più impegnativo dell’itinerario, ph. Saverio Bombelli)

Dalla Forchetta Gualerzi (FG) scendere nel versante sud-est (lato Campo Imperatore) per 40 metri, quindi a sx in arrampicata (II sostenuto) infilandosi sotto un caratteristico masso incastrato e risalire il canale-camino (durante la salita prendere nota degli spit a destra) fino alla fine. Poi, a sx, per placche coricate si arriva alla vetta Centrale del Corno Grande (2893m). Per ritornare alla FG si percorre lo stesso itinerario a ritroso: iniziando dalla vetta (spit e anello) sono 3 (tre) doppie, la prima è evitabile.

Una volta alla FG ignorare il primissimo spit, scendere invece alcuni metri, a sinistra c’è una sosta. Qui si possono facilmente incontrare gruppi che salgono e quindi dover attendere. Con 2 (due) doppie si arriva allo spit con anello di calata incontrato al termine del grande terrazzo inclinato. Da qui con altre 3 (tre) doppie si completa la discesa della via Gualerzi arrivando alle terrazze alla base della via. Disarrampicando (o con un’ultima doppia, presente uno spit con anello sulla destra, altezza petto) si arriva alla sommità della pietraia della conca del Calderone. Calcolare complessive 2,5h per il tratto andata/ritorno dalla FG alla vetta + le corde doppie fino alla pietraia.

Dalla sommità della pietraia si aggira il ghiacciaio a sx oppure a dx, ricollegandosi al sentiero che conduce al Passo del Cannone (2679m) e da qui per la via normale si rientra a Campo Imperatore (2130m; 2,5h dalla conca del Calderone). In sintesi: circa 1000 metri di dislivello a salire e altrettanti a scendere, circa 9h (al netto delle pause) di movimento, fino a 9 (nove) corde doppie.

Nota 1: tutte le doppie sono da 20-30 metri: quindi è sufficiente una corda da 60 metri. Siccome in alcuni casi abbiamo usato la corda fino all’ultimo centimetro utile, se volete stare più comodi portatene una da 70 metri.

Nota 2: dalla vetta Centrale si può scendere in direzione della Forchetta Sivitilli, risalire alla vetta Orientale, e da lì per la via normale scendere al Calderone. La discesa alla Forchetta Sivitilli è delicata, inoltre il percorso è tortuoso. Se optate per questa variante, valutate la possibilità di una doppia su spuntone.

Nota 3: dalla FG si può salire al Torrione Cambi, e ritornare. Non ci sono spit per scendere in doppia, dovete disarrampicare (II grado). Gli unici spit presenti permettono invece di scendere al versante opposto, alla Forchetta del Calderone.

Nota 4: con un po’ di tempo a disposizione in più, e gambe allenate, dal Passo del Cannone si può salire alla vetta Occidentale e da lì rientrare a Campo Imperatore per la cresta ovest, completando così in maniera eccezionale una giornata già notevole (aggiungere 1,5h).

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